Sant’Agostino e San Giovanni di Dio uomini di pace
28 agosto: solennità di Sant’Agostino,
Vescovo.
Oggi tutto l’Ordine celebra con particolare solennità la memoria
liturgica di Sant’Agostino, alla cui Regola l’allora Istituto di Giovanni di
Dio fu sottoposto nel 1572, con la Bolla Licet ex debito di san Pio V
papa.
Sant’Agostino, nato a Tagaste nel 354, ebbe una multiforme
personalità perché monaco, vescovo, filosofo e teologo, in breve: un grande
intellettuale del suo tempo. La sua ricerca introspettiva
della verità come fondamento della conoscenza di sé e di Dio lo spinse a una
profonda riflessione sul concetto di pace, quanto mai valido anche nel nostro contesto
odierno, in cui i conflitti continuano a sfidare la dignità umana e la coesione
sociale. Le radici della pace, secondo Agostino, erano, ma restano valide anche
per noi: la giustizia, l’ordine dell’amore, il dialogo e il perdono.
Da una giusta disposizione delle volontà tra le persone e le
comunità nasce il dialogo e si avvia una convivenza fondata sulla verità e sul
bene dell’altro. Le parti possono dialogare con apertura, fiducia e
disponibilità al perdono. Amare il prossimo, persino l’avversario, diventa una
via concreta per superare i contrasti e trasformare le divergenze in incontri
costruttivi.
A questa prospettiva San Giovanni di Dio aggiunse una dimensione
operativa: la pace è una pratica quotidiana di cura e servizio ai vulnerabili.
L’etica della cura, dell’accoglienza e della mediazione tra culture diverse
diventa terreno di riconciliazione e coesistenza. Carità, ospitalità,
assistenza ai poveri e dialogo tra religioni sono linguaggi che trasformano la
distanza in incontro e la violenza in opportunità di riconciliazione.
Nella visione di Sant’Agostino e di San Giovanni di Dio, “Padri
dell’Ordine”, la pace è una forza creativa capace di realizzare ponti tra
persone e comunità diverse e trasformare i conflitti in campi di collaborazione.