Fra Mauricio Íñiguez de Heredia e 23 Compagni

 

San Giovanni di Dio ispirò e fondò l’Ordine Ospedaliero a Granada (Spagna), nell’anno 1539. Da allora si sono susseguiti molti avvenimenti e vicissitudini, sia positivi che negativi. Tra quelli positivi c’è senz’altro il fatto di essere riusciti ad arrivare fino ai nostri giorni; mentre tra quelli negativi evidenziamo le leggi che portarono al processo in Spagna chiamato di desamortización (fu un lungo processo storico-economico iniziato in Spagna alla fine del XVIII secolo da Manuel de Godoy (1798) e concluso nel XX secolo (16 dicembre 1924). Consistette nel porre nel mercato, mediante asta pubblica, le terre e i beni improduttivi (manomorta), quasi sempre appartenenti alla Chiesa cattolica o ai suoi ordini religiosi oppure latifondi nobiliari, che erano stati accumulati attraverso donazioni, testamenti e successioni ab intestato. (fonte: dal web).

degli anni 1798, 1835 e 1850; e il periodo di guerra civile spagnola degli anni 1936-1939.

Ci concentreremo ora proprio sulla Guerra Civile.

Questo confitto ebbe degli effetti alquanto negativi per molte ragioni o torti di tipo politico, economico, sociale, e per incomprensioni dall’una e dall’altra parte. E proprio a queste circostanze è da imputare la morte - l’assassinio - di 95 Confratelli dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.

Quando scoppiò la Guerra Civile, si legittimò la persecuzione religiosa. I religiosi e il clero in generale erano persone condannate ad essere annientate, massacrate, sterminate. E, tra tutti, c’erano anche i Fatebenefratelli, che con facilità si riuscirono a individuare, fermare, e imprigionare,

I Confratelli, proprio per il fatto di essere religiosi ospedalieri, scelsero di non abbandonare i malati; in questo modo rispettarono l’impegno assunto con la consacrazione religiosa e i voti di assistere i malati anche mettendo a rischio la propria vita.

I superiori avevano suggerito loro, ed avevano anche offerto, di andare via assieme ai propri familiari, se volevano. Tutti però scelsero di rispettare il voto di Ospitalità che avevano professato pubblicamente, impegnandosi con tutto ciò che significava, continuando ad assistere i malati. E fu proprio in questa situazione che li trovarono. Li catturarono mentre stavano dando da mangiare ai malati mentali a Ciempozuelos e Carabanchel Alto, Madrid, Malaga e Sant Boi (Barcellona); oppure mentre si prendevano cura dei bambini disabili, paralitici, affetti da osteomielite, Morbo di Pott, scoliosi e rachitismo a Madrid, Barcellona, Valencia, Calafell, Tarragona, Manresa e Barcellona. Tutti i Confratelli vissero appieno le virtù teologali della fede, della speranza e dell’amore, perché offrirono la propria vita perdonando i loro persecutori e dando testimonianza della verità evangelica.

Dopo la Guerra Civile spagnola, l’Ordine di San Giovanni di Dio li presentò alla Chiesa per avviare i passi necessari per la loro beatificazione, come degni testimoni di Dio e dell’Ospitalità, e come atto di riconoscimento e di ringraziamento per il loro valore e per l’eroica decisione di non abbandonare i malati, presa da ciascuno di loro. Per agevolare le cose, i 95 Confratelli vennero divisi in due gruppi: un gruppo di 71 Martiri Ospedalieri del XX secolo, già beatificati da Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1992; l’altro formato dai restanti 24 Confratelli sono quelli di cui è attualmente in corso la causa, e che saranno beatificati il 13 ottobre 2013 a Tarragona. Questi 95 Martiri Ospedalieri di San Giovanni di Dio sono stati testimoni e annunciatori della verità, sapendo che la vittoria della verità è sempre la carità.

Il sangue versato da tanti martiri, nostri e di altri istituti religiosi ed ecclesiali, che sono stati arrestati e assassinati per i motivi già elencati, mai per ragioni concrete, non fa che incoraggiare la nostra ammirazione nei loro confronti e, se Dio vuole, è uno stimolo per suscitare la nostra riconoscenza nei loro confronti e per perpetuare la generosità di San Giovanni di Dio.

 

OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO di MANRESA, BARCELLONA                

Di questi 24 Confratelli di cui ci stiamo occupando e ai quali va la nostra ammirazione, parleremo in modo sintetico, ma che ci permetterà di conoscerli. Due di essi furono trattenuti e assassinati a Barcellona, ma appartenevano all’Ospedale San Giovanni di Dio di Manresa (Barcellona). Questo centro ospedaliero fu costruito quasi all’ombra della montagna e del santuario-monastero di Montserrat, nel 1932, grazie a una donazione di Francisco de Paula March Muntada, e all’entusiasmo dell’allora Provinciale, il Beato Guillermo Llop. Il centro era stato destinato alla cura


Fra Mauricio IÑIGUEZ de HEREDIA ALZOLA

Era nato a Dallo, Álava, e i suoi genitori erano Remigio e Gregoria. Remigio rimase vedovo quando era ancora molto giovane; lasciò i due figli piccoli alle cure dei nonni paterni e fece il suo ingresso nell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. Raggiunta l’età giusta, Mauricio seguì le orme del padre ed entrò anche lui nell’Ordine Ospedaliero. Lo stesso fece anche il fratello più giovane, del quale parleremo in seguito. Mauricio prestò servizio in diverse case dell’Ordine e nel 1936 fu destinato a Manresa, dove si occupava di raccogliere le elemosine per il sostentamento dell’ospedale. Quando i Confratelli vennero allontanati dall’area sanitaria, Fra Mauricio si recò a Barcellona, dove conosceva alcune famiglie, ma andò a vivere in una pensione economica, in via Tallers. Da qui, assieme ad un altro Confratello, Luis Beltrán, continuava a vivere una vita austera, come se fossero ancora nella Comunità. Accusati e arrestati nella Piazza dell’Università, vicina alla pensione, i due furono fucilati senza un processo e senza nessuna motivazione, solo per il fatto di essere religiosi. Fra Mauricio aveva 59 anni.

 

Fra Luis Beltrán SOLA JIMENEZ

Era nato ad Arnunarizqueta, Navarra, nel 1899. I suoi genitori erano Florencio e Perpetua. Quando aveva 14 anni si trasferì a Tafalla, sempre in Navarra. Entrò nell’Ordine nel 1918. Svolse le sue funzioni, attività e compiti in diverse Case dell’Ordine, da ultimo a Manresa, Barcellona. Era un uomo caritatevole, lavoratore e discreto. Dopo l’espulsione dei Confratelli dall’Ospedale andò a Barcellona, assieme a Fra Mauricio Iñiguez, con il quale venne arrestato e fucilato. Aveva 37 anni.

 

 

ASILO-OSPEDALE SAN RAFFAELE di MADRID

Questa struttura fu costruita nella zona di Chamartín (Madrid), per bambini malati e disabili poveri, fondata da San Benedetto Menni. Era destinata a 200 pazienti ricoverati, e aveva anche un ambulatorio esterno con le stesse specialità per la zona, che era povera e rurale. Spesso il centro riceveva ‘visite’ del FAI (entità politica anarchica), del CNT (il sindacato anarchico) e dell’UGT (il partito e il sindacato socialista). I Confratelli furono espulsi e i malati vennero trasferiti in altre strutture. L’edificio fu destinato a carcere femminile, per poi essere chiuso nel 1939.

 

Fra Trinidad ANDRÉS LANAS

Era nato il 7 febbraio del 1877. I suoi genitori erano Ramón e Isidra. Quando scoppiò la guerra, Fra Trinidad esercitava nell’Asilo-Ospedale il lavoro di economo. Quando la Comunità fu espulsa dal Centro, il 25 ottobre del 1936, andò a vivere in diverse case a Madrid; il fatto di possedere una sorta di ‘lasciapassare’ del Governo Basco gli permetteva di spostarsi per Madrid con una certa libertà. Poteva così visitare e assistere gli altri fratelli della sua Comunità, tanto economicamente quanto con un sostegno fraterno, fino ai primi giorni di febbraio del 1937. Un giorno però non si seppe più nulla di lui. Sembra che venne fucilato in un luogo aperto, in una strada, il 5 febbraio del 1937. Dopo un’indagine è stata ritrovata presso la Direzione di Sicurezza una fotografia che lo ritrae già morto; è stato possibile riconoscerlo per gli abiti che era solito indossare. Fu sepolto nel Cimitero di Este o in quello della Almudena, ma rimase senza sepoltura fino al giorno 14 dello stesso mese.

 

 

SANATORIO di CALAFELL, TARRAGONA     

Fu fondato come appoggio, ampliamente e potenziamento dei servizi dell’Asilo-Ospedale di Barcellona, e per questo prestava gli stessi servizi sanitari. Fu inaugurato dal re Alfonso XIII nel 1929, a circa 40 metri dalle acque del Mediterraneo. Tutti i Confratelli della comunità furono assassinati, meno quattro Confratelli professi e quattro giovani novizi che i miliziani lasciarono in vita affinché si occupassero dei malati.

 

Fra Matías MORIN RAMOS

E’ uno dei quattro professi che i miliziani lasciarono in vita per curare i malati. In precedenza era incaricato di occuparsi di una delle sale occupate dai bambini malati. Era nato a Salvatierra de Tormes, Salamanca. I suoi genitori erano Juan e Prudencia. A 13 anni entrò nella Scuola Apostolica di Ciempozuelos, Madrid. Chiamato a svolgere il servizio militare, fu destinato dall’Esercito Miliziano come sanitario a Madrid. Quando cercò di passare dalla parte Nazionalista, fu arrestato, e dopo aver confessato la sua appartenenza all’Ordine di San Giovanni di Dio, venne fucilato mentre gridava: “Viva Cristo Re!”. Era il mese di agosto del 1937.

 


ASILO-OSPEDALE SAN GIOVANNI DI DIO, VALENCIA         

All’epoca San Benedetto Menni aveva incaricato due Confratelli di andare per le strade di Valencia e chiedere l’elemosina e un aiuto economico per migliorare la situazione e l’economia del Sanatorio di Ciempozuelos, Madrid. Essi però, vedendo la povertà e la mancanza di cure per i bambini malati, che vagavano per le strade, destinavano il ricavato a curare questi bambini, per cui non mandavano nulla a Ciampozuelos. Informarono di questa grave situazione Fra Benedetto, che li autorizzò a promuovere la creazione di un ospedale nella città. Era l’anno 1886. La persecuzione repubblicana in questo Centro contro i Confratelli fu veramente umiliante, spietata e crudele, alla quale tutta la Comunità dette una risposta esemplare. Furono undici i Confratelli fucilati dai membri dell’Esercito Repubblicano e dal FAI.

 

Fra Leoncio ROSELL LABORIA

Era nato a Barcellona il 13 dicembre del 1897, figlio di Mariano e Rosa. Era il Superiore della Comunità dal 1931, e riuscì a mantenere alto lo spirito dei suoi Confratelli. Prima di essere fucilato, disse loro: Sono molto felice di poter dare la vita per il trionfo della Religione e della Spagna. Fu fucilato due mesi prima degli altri Confratelli della sua Comunità.

 


Fra Cristóbal PÉREZ del BARRIO

Era nato a Palencia il 25 dicembre del 1864, figlio di Francisco e Polonia, ed aveva la fama di essere un religioso ospedaliero esemplare. Fu uno dei religiosi che si presero cura di San Benedetto Menni a Dinan, in Francia. Lavorava nell’Ospedale di Valencia come responsabile del servizio di notte.

 


Fra Leandro ALOY DOMÉNECH

Era nato a Bétera, Valencia, il 16 novembre del 1872, figlio di Mariano e Maria. Fece la professione solenne nel 1903. Dimostrò sempre un profondo spirito di pietà e di ospitalità. Vedendo il comportamento violento di coloro che avevano occupato l’Ospedale, era solito esclamare: “Fino a quando, Signore?” Al momento della fucilazione aveva 64 anni d’età e 38 di vita religiosa.

 


Fra Cruz IBÁÑEZ LÓPEZ

Era nato a Sabiñán, Zaragoza, il 3 gennaio del 1886. I suoi genitori lavoravano e vivevano nell’Ospedale N.S. della Grazia di Zaragoza. Fece la professione solenne il 27 maggio del 1917. Aveva un carattere franco e aperto, che dall’inizio dell’occupazione dell’Ospedale gli fece ottenere la fiducia dei miliziani.

 


Fra Jaime Oscar VALDÉS

Era nato a La Habana, Cuba, il 15 gennaio del 1891. Sebbene avesse i documenti in regola per ritornare a Cuba, fu arrestato mentre si stava recando a Barcellona per imbarcarsi. Venne fucilato a Valencia assieme al Superiore della Comunità senza motivazione, e senza alcun riguardo per il fatto che fosse straniero.

 


Fra Leopoldo de FRANCISCO PÍO

Era nato a, Murcia, il 3 agosto del 1877. Non sapeva chi fossero i suoi genitori. Fece la professione solenne il 6 maggio del 1923. Seppure malato, si occupava di assistere i religiosi e i sacerdoti anziani infermi e residenti presso il convento dei frati. Fu assassinato assieme al resto della Comunità dei Confratelli.

 


Fra Feliciano MARTÍNEZ GRANERO

Era nato a Taberno, Almería, il 23 gennaio del 1863, figlio di Miguel e Faustina. Fece la professione solenne il 3 giugno del 1928. Lavorò sempre chiedendo aiuto ed elemosine per l’Ospedale di Valencia. Era un uomo molto compassionevole e un buon ospedaliero.

 

 


Fra Juan José ORAYEN AIZCORBE

Era nato ad Osacar, Navarra, l’11 marzo del 1899. I suoi genitori erano Juan Bautista e Martina. Fece la professione solenne il 10 maggio del 1931. Era una persona molto cordiale. I comunisti vollero salvarlo ma gli appartenenti al FAI si opposero. Morì gridando: “Viva Cristo Re!”. Aveva 37 anni.




Fra José Miguel PEÑARROYA DOLZ

Originario di Forcall, Castellón, era nato il 3 novembre del 1908. I suoi genitori erano Francisco e Rita.  Fece la professione semplice nel 1932. Quando i repubblicani erano nell’Ospedale, si dedicò alla cucina ottenendo il riconoscimento anche dei militari. Cadde sotto i colpi dei fucili gridando: “Viva la Madre di Dio e Viva Cristo Re!”. Aveva 32 anni.